Il secondo esilio ad Anversa.

Intanto la restaurazione cattolica di Maria Tudor, che costò ben 288 persone arse vive, costringe Michelangelo Florio, come moltissimi altri protestanti, a lasciare il Paese. Nel marzo del 1554 infatti egli si imbarca con la moglie e il piccolo John, non ancora di due anni, con l’intento di stabilirsi in Svizzera nei pressi del confine con la Valtellina per avvicinarsi ai vecchi amici. Egli, con la sua piccola famiglia, si stabilisce provvisoriamente ad Antwerpen (Anversa) dove si tratterrà per circa un anno in attesa che gli amici in Svizzera gli procurino un incarico in zona o a Trasburgo, dove si era stabilito il maggior numero di rifugiati inglesi.

Durante il lungo soggiorno ad Antwerpen Michelangelo, sembrerebbe aver avuto più occasioni di recarsi nella vicina Danimarca per incontrare alcuni riformatori italiani, tra cui Lorenzo Petri e i fratelli Olao, rifugiati in quel regno, il cui re Cristiano III aveva consentito di riconoscere, oltre alla Cattolica, una seconda Chiesa nazionale. Con questo intento la nuova chiesa riformata danese era propensa a favorire l’ammissione di predicatori luterani dai paesi che si erano resi indipendenti dalla Chiesa di Roma ([1]).

 



[1] Roland H. Bainton, “La Riforma Protestante” – Einaudi Torino 1958 – pag. 147

 

SITO IN ALLESTIMENTO

Copyright © 2017 www.shakespearetoitaly.it. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.