La fine dell’epoca elisabettiana.

Con l’inizio del nuovo secolo, diversi fatti tragici funestano la vita dei Florio e dei suoi amici più cari. Nel febbraio del 1600 giunge la notizia da Roma che Giordano Bruno era stato arso vivo a Campo dei Fiori. Nel 1601 muore a Stratford il padre di William Shakespeare e poco dopo John Florio piange la morte, sembra per la peste, della moglie Rose e altri membri della di lei famiglia; John Florio rimase così solo con la figlia Aurelia.

Nel 1603 muore Elisabetta I, cui succede Giacomo I.

Uno dei primi gesti del nuovo sovrano è quello di dare al sodalizio dei due Florio e William Shakespeare una patente reale, cambiando il nome della compagnia di Shakespeare in quello di King’s Men. Nella licenza vengono nominati i nove attori principali col titolo di “Grooms of the Chamber”: sono Fletcher, Burbage, Philips, Heminges, Condell, Sly, Allain, Armin e ovviamente William Shakespeare. Non meno generoso si dimostrò re Giacomo verso i soci del sodalizio. John Florio, apprezzato sia dal sovrano che dalla regina Anna di Danimarca, la quale riserva al Florio la sua massima stima e fiducia al punto di offrirgli la gestione dei suoi rapporti personali con chiunque ([1]).

Nelle rappresentazioni a corte a volte era lei stessa a prendere alcune parti in scena. Sono di quegli anni le opere “Otello”, “Re Lear”, “Macbeth”, “Antonio e Cleopatra”, Coriolano” e “Timone d’Atene”.



[1] Saul Gerevini, opera citata. Lettere dell’Ambasciatore Ottaviano Lotti al Granduca di Toscana.

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